28/01/2026 , Pubblicato da Redazione Area Stampa Asd Ragazzi Sprint Crispiano
“FONDAMENTALE CREARE UN AMBIENTE IN CUI I RAGAZZI POSSANO CRESCERE SENZA RISCHI”
Quali sono le principali sfide che gli atleti affrontano in termini di salute mentale e come possono essere supportati per prevenire lo stress?
I giovani atleti vivono sfide legate alla pressione da prestazione, la paura del fallimento , al confronto con gli altri . Questo può portare a stress, ansia e, in alcuni casi, a difficoltà emotive che, se non affrontate, possono compromettere il loro benessere. Il nostro ruolo è essere presenti, ascoltare e creare uno spazio sicuro dove gli atleti possano esprimere le loro emozioni senza timore di giudizio.
Come può un allenatore o un dirigente sportivo riconoscere quando intervenire su un atleta con l’aiuto di una figura come la sua? E quali sono le procedure da seguire per intervenire?
Un allenatore o un dirigente sportivo deve essere in grado di notare segnali sottili: cambiamenti nel comportamento, isolamento, ansia e insicurezza che potrebbero emergere nei momenti di difficoltà. Il nostro obiettivo è intervenire tempestivamente, prima che un disagio possa crescere. Quando emergono preoccupazioni, il passo più importante è far sentire l’atleta compreso e supportato. Iniziamo con un colloquio empatico e confidenziale, in modo che il giovane si senta sicuro di aprirsi. Successivamente, attraverso il dialogo e la collaborazione con allenatori e famiglie, sviluppiamo un piano di supporto personalizzato per affrontare insieme le sfide, sempre con l’atleta al centro del processo.
Quali sono le strategie più efficaci del Safeguarding per promuovere un ambiente sportivo sicuro e inclusivo per tutti gli atleti, indipendentemente dal loro status sociale?
Un ambiente inclusivo si basa sulla creazione di una cultura di rispetto reciproco, dove ogni atleta si senta valorizzato e accettato, indipendentemente da origine, genere o background. Un ambiente sicuro e inclusivo è la base per il benessere emotivo dei nostri giovani atleti. La formazione continua degli allenatori e del personale sulla cultura dell'inclusività è essenziale, così come la creazione di uno spazio dove ogni atleta possa essere se stesso senza paura di essere escluso. Le attività di gruppo, il supporto reciproco e la promozione di valori positivi come il rispetto, la solidarietà e l’autostima sono strumenti fondamentali per costruire un ambiente dove ogni ragazzo possa esprimere il suo potenziale senza limiti.
Quale è il tuo rapporto con la società dei Ragazzi Sprint e come vedi, in linea generale, la situazione dal punto di vista psicologico degli atleti di questa società? Ti è capitato di avere a che fare con qualche atleta in seria difficoltà?
Il mio ruolo come responsabile della tutela dei minori nella società dei Ragazzi Sprint è quello di garantire che ogni giovane atleta sia protetto, ascoltato e supportato, non solo sul piano sportivo, ma anche emotivo e psicologico. La mia priorità è creare un ambiente sicuro dove i ragazzi possano crescere e svilupparsi senza rischi legati alla loro salute mentale o al loro benessere. In questo contesto, lavoro a stretto contatto con allenatori, dirigenti e famiglie per prevenire ogni forma di disagio, discriminazione o abuso. In alcune circostanze, ho avuto il privilegio di incontrare e parlare con giovani atleti, conoscere le loro idee e aspettative, promuovere insieme i valori del rispetto reciproco. Ascoltare i ragazzi e supportarli nei momenti difficili, come ansia o difficoltà di autostima è una priorità della società sportiva oltre che per me un onore poter accompagnare con delicatezza i nostri giovani atleti verso un percorso di benessere, dove possono ritrovare serenità e motivazione. È fondamentale che ogni giovane atleta si senta protetto, rispettato e sostenuto, per aiutarlo a superare qualsiasi difficoltà e a raggiungere il proprio potenziale in un ambiente sano e sereno.